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Il difetto - Cortonalive

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Il difetto

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                                                                    IL DIFETTO

Io ho molto peccato.
Io mi sono macchiato dei delitti più efferati.
Io ho sempre violentemente peccato, continuo tosto a peccare ed anelo a peccare ancor di più nel futuro.
La mia indole gioisce nell’arte delittuosa, incessantemente.
Il peccato invade, modella e trasfigura il mio corpo e la mia anima perfida.
Vago costantemente giorno e notte, scalzo, coperto di luridi stracci, per le vie dei borghi, brucando erba, mordendo cortecce ed abbeverandomi nei fossi.
Ululo alla luna nelle notti di plenilunio e mi rivesto di irte setole.
La mia pelle è cartapecora, scura, squamata, odor di cinghiale in fuga, i miei occhi rossi fuoco e fuor dell’orbita, la lingua sbavosa e pendolante, le mani ciondoloni e ricurve, ginocchia piegate ed un incedere incerto ed ondivago.
Nessuno può ridere di me; lo aggredisco d’un sol colpo e lo inseguo fin sulla porta di casa e se lo prendo gli squarcio il viso e gli graffio l’anima.
Neanche l’inferno mi vuole.
Andai alla grata di fuoco del suo ingresso e nessun diavolo volle ascoltarmi, anzi, ne ricevetti una scudisciata arroventata facendomi una cicatrice dal viso ai piedi; ancor oggi sanguinante e purulenta.
Allora feci una domanda scritta e protocollata.
Mi risposero dopo cent’anni dicendo che non potevo entrare all’inferno perché non ero uno di loro; perché avevo un difetto !
Dalla rabbia divorai la risposta, compreso il timbro di piombo.
Ma quale difetto?
Io pecco di gusto! Provo un piacere ineffabile nel perpetrare e nel reiterare, dunque?
Soffro solamente di un inspiegabile disturbo mentale…
Se qualcuno; se qualcuno, senza riso né scherno, mi pone una domanda, ecco che il mio corpo e la mia mente si trasfigurano.
Via il mio puzzo, via la la figura ricurva, via gli occhi dilatati; d’un sol colpo intorno a me splende una luce e davanti mi si presenta una strada piana, nel mezzo di due crinali, l’uno composto da boria e superbia, l’altro da ignoranza e malcelata saccenza.
In me ora avviene una strana metamorfosi.
Tutto me stesso, cellule cerebrali e muscolari, si attivano per rispondere all’interlocutore.
Ecco il difetto!!!
Mal moderno o riadattato, rivisitato e corretto ai tempi correnti, quello di non rispondere alle domande altrui.
E mi cruccio e mi dolgo ancor di più dopo la mia ultima visita alla grata dell’inferno per rinnovare la mia perora, nel constatare che all’ingresso c’era una lunga fila di sordi e muti.
                                                                                                                        carloromano



















 
 
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